SPEAKERS 2026

SPEAKERS

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  • Farida Farsian (INAF, GAM)
  • Salvatore Cucinotta (GAM)
  • Francesco Tenchini (Università di Bari, INFN)
  • Gioacchino Alex Anastasi (Università di Catania, INFN)
  • Antonio Trifirò (Università di Messina, INFN)
  • Massimiliano De Pasquale (Università di Messina, INAF)

Farida Farsian & Salvo Cucinotta

INAF, Catania, Italia

Gruppo Astrofili Messinesi (GAM)

Come osservare il cielo & Astrofotografia

In questo incontro vi porteremo a scoprire il lavoro del Gruppo Astrofili Messinesi e la passione che guida chi osserva il cielo. Tutto parte da ciò che ci arriva dallo spazio: una traccia preziosa che racconta storie lontanissime nel tempo e nello spazio.
Vedremo insieme come queste informazioni possono essere raccolte anche con strumenti alla portata degli appassionati, mostrando in modo semplice come nasce un’immagine astronomica. Infine, esploreremo alcuni degli oggetti più affascinanti del firmamento, per capire cosa sono e perché brillano sopra di noi.

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Francesco Tenchini

Università di Bari, Bari, Italia

INFN

Fasci di fotoni a LHC e loro interazione con la materia.

I collisori adronici sono la frontiera degli esperimenti di alta energia. Anche se i fasci sono composti da nuclei, possono essere utilizzati per generare sorgenti di fotoni, e di studiare la loro interazione con i costituenti elementari della materia ad altissime energie.

Giocchino Alex Anastasi

Gioacchino Alex Anastasi

Università di Catania, Catania, Italia

INFN

L’evoluzione dei messaggeri dell’universo.

Per millenni, l’astronomia si è basata esclusivamente sull’osservazione dei corpi celesti tramite la luce visibile. Questo fino al secolo scorso, quando la possibilità di osservare il cosmo nell’intero spettro elettromagnetico, ha portato un primo cambio di paradigma, in cui la stessa sorgente poteva essere vista con lenti diverse, rappresentate dalle diverse lunghezze d’onda.

In questo intervento, proverò a raccontare questa evoluzione nella nostra capacità di osservare l’Universo, partendo dai fotoni e passando attraverso i raggi cosmici (particelle cariche), i neutrini e fino alle onde gravitazionali, la cui scoperta risale a poco più di 10 anni fa.

Infine presenterò un paio di risultati di sinergie tra queste osservazioni, con l’obiettivo di arrivare a una astronomia, astrofisica e fisica astroparticellare multi messaggero che ci permetta di studiare i fenomeni più oscuri dell’universo, in cui i fotoni non sono più sufficienti per “fare luce”.

Antonio Trifirò

Antonio Trifirò

Università di Messina, Messina, Italia

INFN

Interazione luce-materia: il ruolo dell’indice di rifrazione nella fisica dei rivelatori

L’indice di rifrazione della luce è una grandezza fondamentale nella descrizione dell’interazione tra radiazione elettromagnetica e materia e gioca un ruolo chiave nella fisica di molti rivelatori di particelle. Partendo da semplici principi fisici legati alla propagazione della luce nei mezzi materiali verrà mostrato come un concetto dell’ottica classica sia diventato uno strumento essenziale della fisica moderna. 

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Massimiliano De Pasquale

Università di Messina, Messina, Italia

INAF

I Gamma Ray Burst: le sorgenti più luminose dell’Universo

Capaci di convertire in poche centinaia di secondi la massa del sole in energia con una luminosità pari a 1000 supernovae, i Gamma Ray Burst (GRB) sono le esplosioni più potenti dell’universo. Dopo 60 anni di investigazioni oggi sappiamo che sono prodotti o dalla morte di stelle molto più grandi del Sole oppure dalla collisione di due oggetti inconcepibilmente densi come due stelle di neutroni o una stella di neutroni e un buco nero. Oggi sappiamo che i GRBs producono anche enormi quantità di onde gravitazionali. Riassumerò le indagini compiute attraverso satelliti e telescopi a terra che hanno permesso di ricostruire che cosa avviene in questi eventi estremi che sfidano le leggi della fisica.

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